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Il Barletta, in queste prime nove giornate di campionato, è stata vittima di due illusioni. La prima illusione la conosciamo tutti. Il 3-0 nel derby contro il Bari è stato tirato in ballo molte volte in queste ultime settimane dal presidente, dall’allenatore e dagli addetti ai lavori, e si è arrivati ad un’amara conclusione: la sola ed unica vittoria del Barletta in questa stagione è stata più nociva rispetto addirittura ad alcune sconfitte. Il 28 agosto ci siamo tutti illusi che il Barletta fosse una squadra da playoff e che non avrebbe avuto problemi ad affrontare un intero campionato in una categoria complicata come la Serie C. Beh, ovviamente ci sbagliavamo.
Se la prima illusione è stata riconosciuta da tutto il popolo biancorosso, la seconda illusione, in cui purtroppo tutt’ora stiamo vivendo, è ancora sconosciuta a molti. Dal 28 agosto abbiamo imparato a conoscere le vere difficoltà di questa categoria: una partita non può essere considerata vinta fino a quando l’arbitro non fischia la fine; non ci si può permettere di perdere equilibrio in nessun momento di qualsiasi gara; a volte non si riuscirà ad imporre il proprio gioco e si sarà costretti a soffrire; bisogna essere più cinici e sbagliare il meno possibile sotto porta, perché questi errori si pagano ad alto prezzo…
Queste sono soltanto le prime lezioni che abbiamo appreso in questo avvio di campionato. Ieri il Barletta è mancato di incisività negli ultimi metri, ma soprattutto di cinicità sotto porta. I biancorossi, infatti, hanno giocato, a mio avviso, una buona partita, concedendo un solo tiro agli avversari e imponendo il proprio gioco, andando più volte vicinissimi al gol vittoria, nonostante stessero giocando su un terreno di gioco quasi impraticabile.
Dopo gli ultimi risultati, ci stiamo tutti illudendo che il Barletta sia una squadra da playout o da retrocessione. Beh, indovinate un po’: ovviamente ci sbagliamo. Bisogna dare tempo ad una squadra che, il tempo, ha fatto vedere a tutti di meritarselo. Dall’inizio della stagione è riuscita sempre ad esprimere le proprie idee e si è già tolta molte soddisfazioni, fermando le grandi big di questo girone.
Ora i risultati non saranno dalla nostra parte, ma non dobbiamo dimenticarci che il Barletta, in queste ultime settimane, ha dovuto avere a che fare con gli infortuni di Ferrante e di Coccia, due giocatori fondamentali per il nostro sistema di gioco, e con la convocazione in nazionale di Djankpata, un giocatore che si stava ritagliando un ruolo fondamentale all’interno delle rotazioni di Massimo Paci.
Il Barletta e tutto l’ambiente biancorosso devono uscire da questa illusione e devono farlo con la stessa conclusione della prima, forse un po’ più dolce. Il Barletta non deve avere paura, perché ha tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo salvezza e per dire la sua in questo campionato.