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Il Barletta di Massimo Paci, dopo aver disputato una partita pressoché perfetta per oltre un’ora di gioco, crolla completamente sotto i colpi della formazione rossoblù.
Fatali, infatti, gli ultimi venti minuti per i biancorossi, che concedono al Potenza la bellezza di quattro reti.
Nessuno, allo stadio, si sarebbe mai aspettato un finale del genere. Un Barletta, fino a quel momento ottimo sotto tutti i punti di vista, è stato capace di sciogliersi come neve al sole dopo la prima rete degli uomini di Tisci.
È chiaramente mancata lucidità e la squadra, ancora una volta, si è fatta condizionare troppo dalle proprie emozioni. Un contraccolpo psicologico preoccupante, ma umanamente comprensibile.
Quella di ieri, infatti, è stata l’ultima delle sette partite proibitive che hanno caratterizzato quest’inizio di campionato biancorosso. Sfide giocate contro rose, senza dubbio, superiori, che ti costringono a mantenere alto il livello di attenzione e di intensità per tutti i novanta minuti. Avere un calo fisico e psicologico dopo aver subito un gol a venti minuti dalla fine, dopo aver disputato un’ottima partita e dopo aver completamente annullato l’attacco potentino, è assolutamente comprensibile.
D’altra parte, fa storcere il naso il modo in cui il Barletta abbia effettivamente perso la partita. Mollare completamente dopo l’1-1 a venti minuti dal termine concedendo altre tre reti agli avversari, in casa e davanti ai propri tifosi, non è accettabile. Soprattutto considerando il livello della squadra che si stava affrontando.
Non dimentichiamoci, infatti, che il Potenza, in questo momento, è appaiato, insieme al Bari, in vetta alla classifica e vanta il miglior attacco del girone. I biancorossi erano ampiamente consapevoli della loro forza e spalancargli completamente la porta di casa, dopo che loro avevano semplicemente citofonato, è stato particolarmente eccessivo.
Il Barletta ora deve assolutamente mettersi alle spalle questa brutta sconfitta e ripartire dagli ottimi sessanta minuti visti domenica.